non sono sicura dove questo blog mi porterà e come lo svilupperò:sono nuova in questa materia;quel che so è che guarderò il mondo con lo sguardo attento di sempre e cercherò di portare sul blog il mio occhio con il forte desiderio di leggere anche la visuale di altri. é un blog con tanto teatro e con tanta passione
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Nome: federica
Dicono di me che sono solare e "piena di voglia di abbracciare qualunque cosa purchè ne valga la pena", invece io mi sento un pò decadente. Mi diverto a stare con le persone , ma sento la necessità spesso di scappare e stare sola, sola nel senso bello, quella solitudine che ti puoi permettere quando sai di poter chiedere aiuto in ogni momento. Gran parte nella mia vita è stata guidata dal teatro per la cui passione mi sono sempre messa in discussione ed ho messo in discussione quel mondo tanto piccolo in cui sono crresciuta, quella borghesia priva di un sè.
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Ho tanta rabbia in corpo e me ne accorgo in momenti semplici come questi che sto vivendo. Ho rabbia nei miei confronti, nella poca stima che ho del mio cervello e della mia pur sempre troppa apertura nei confronti degli altri. Ho un progetto in testa, ne parlo con una persona che ha le mie stesse corde per portarlo avanti, mi chiede se ne può parlare con una terza persona ed io invece che dire "no, questa volta lo facciamo solo noi", accetto perchè è una buona opportunità per tutti. Dall'altra parte trovo chi pur ammettendo che l'idea è buona pur tuttavia ha da criticare. Semplice criticare su qualcosa che già esiste! Allora vorrei dire: "via tutti che faccio solo io e se i risultati ci saranno sarà solo mio il merito o se non andrà a buon fine almeno ci ho provato (che non fa mai male)". Ed invece no, fingo di riderci su e accetto ciò che gli altri mi dicono senza domandarmi "se sono sempre gli altri ad avere ragione o se per una volta forse è meglio seguire la mia di testa. Ma questa ero io poco fa ora basta voglio fidarmi delle mie idee perché ho un cervello che lavora e una volontà d' acciaio
E' brutto riuscire a chiudere gli occhi e sognare solo le conseguenze di una tua azione.
ti addorrmenti sapendo di non aver dato il massimo e la colpa è solo tua.
Ma servono anche le sconfitte.
Quello che non serve è chi ti dice che è andata bene e aggiunge un'altra serie di parole che vogliono solo addolcirti la pillola per dire che no, il provino non lo hai passato. Fanno più male giri di parole che una frase secca.
Tu lo sapevi che era dura perchè eravate in 3 di cui una l'amica del produttore, ma sai anche che ce l'avresti potuta fare, perchè quello che di bello ha il teatro è un poco di meritocrazia,perchè alla fine c'è l'attore sul palco e ci sono pochi trucchi per nascondere un'incapacità soprattutto quando sono pochi i finanziamenti.
dopo questa esperienza mi scopro meno umile di quello che credevo perchè la cosa che mi fa più male di tutto ciò è l'essere stata sconfitta da chi ha meno esperienza di me come formazione e come lavoro.
Chissà se è proprio questa la mia strada. forse per anni ho inseguito uno stimolo interiore sbagliato, ho raccolto pulsioni errate. forse se mi fossi data ad un mestiere "più canonico" non soffrirei tanto.
Questa sconfitta arriva poi in un periodo di brutte sensazioni, di sentirsi al posto sbagliato sempre.
Da due settimane sono in scena con uno spettacolo che non amo, ma che sta andando molto bene e pur lavorando con belle persone mi sento al posto sbagliato. purtroppo non sono una che ama la battuta costante, ne tanto meno il" cazzeggio" e così mi sento in difficoltà.
Io amo il camerio, amo il palco, il calore del pubblico, l'incrociare gli occhi di chi mi guarda dalla platea come in scena, ma una volta finiti i saluti vorrei una navicella che mi facesse sparire per non incontrare il pubblico.
non amo la confusione.
chissà se quello che amo veramente l'ho già incontrato?
Tagliata i capelli. So che potrebbe sembrare un inizio frivolo, ma un pò lo è e un pò no. Sono stati mesi intensamente belli per me quelli trascorsi, ma anche pieni di rospi da ingoiare, di rabbia da assopire e colmi di tante preouccupazioni e di un senso di impotenza che mi ha reso ancora più impotente. Finiti gli spettacoli, avute belle notizie dal fronte "problemi famiglia", posso respirare a pieni polmoni e sentire i bisogni del mio corpo e del mio spirito. Questi bisogni sono di leggerezza, di libertà . Finalmente dopo giorni di freddo e pioggia anomala è tornato il sole nella capitale e la mia libertà sta prima di tutto nei piedi: Birkenstock tutto il giorno! Ho comprato " il cerchio da far ruotare intorno alla pancia"(lula-hop, chissà se si scrive così...). Lo stesso cerchio che da bambina ero tanto brava ad usare. Ora fatico a tenerlo su per un paio di secondi. Sono sicura che quando sarò tornata brava sarà anche il giorno in cui avrò ritrovato leggerezza. L'ho comprato la prima sera della replica dell'"appuntamento". Era lì, con altri, appeso fuori da un negozietto a Testaccio. Mi ha chiamata, sapeva che avrei avuto bisogno di lui e così è stato. Ed ora il taglio dei capelli. Leggerezza, libertà , fanciullezza: come fare a sentire ciò con lunghi capelli!? No, no, dovevo tagliare un bel pò. Ne sono felice. Il mio volto è quello delle foto di quando bambina piangevo perchè mia madre non voleva che portassi i capelli troppo lunghi. Ho voglia di progettare, di realizzare, la mia testa è un turbine di idee e il mio primo obiettivo è trovare dei compagni di viaggio per queste idee e forse gli sto trovando. Ah sto facendo uno stage che non c'entra nulla con il teatro: nella vita imparare altro non fa mai male e poi sono così fortunata: ho dei compagni eccezionali pieni di idee e di personalità forti e capaci. Sono contenta. Ieri sono andata da Alessio per ritirare "il regalo". è una bellissima foto da lui scattata con mare, cielo e il Gabbiano. Libertà . Ora vado al mio libro di Peter Brook, ne ho bisogno. Per troppi giorni non ho avuto il tempo per leggere un pò dei grandi maestri e mi mancano.
Oggi c'è stata l'ultima replica dell"Appuntamento". Che dire? quel che avevo previsto da una parte si è avverata. Per la prima volta mi sono ritrovata a non essere entusiasta di andare a teatro. La magia del camerino non c'è stata. la magia del palco fortunatamente sì. Il pubblico si è divertito e ci ha riempito di complimenti tra i quali "che bello vedere un gruppo così affiatato". Affiatato? Io ogni sera rischiavo di scoppiare nel trattenermi dal saltare alla gola di chi più che pensare a recitare ha pensato a criticare silenziosamente i suoi colleghi. I sorrisi falsi: no, non li posso sopportare. Il teatro è la mia vita, ma quella che ho vissuto in questa settimana non è la vita che amo. Mi sento vuota. Vuota non solo perchè non ho più le prove, non solo perchè non ho il profumo del palco ad aspettarmi, ma vuota perchè da questa esperienza ho preso troppo poco per potermi sentire piena.
Sono sparita. Ho avuto un periodo assai frenetico e pieno di momenti difficili e così la sera proprio non mi andava di scrivere. Ho avuto momenti in cui ho maledetto il teatro: volevo stare altrove. Mi sembrava ogni giorno più difficile riuscire a ridere sul palco quando la mia vita subiva tanti sconvolgimenti. Volevo stare accanto alle persone a me care, ma non potevo perchè ero in scena: spesso mi sono sentita cattiva per questo. Eppure ogni sera accadeva il miracolo del teatro e il brutto spariva per lasciare il posto al personaggio. Lo spettacolo" galleria" è andato decisamente meglio di quanto mi aspettassi: il pubblico usciva entusiasta e soddisfatto. Ho lavorato con degli attori incredibili soprattutto a livello umano e ora che è passata quasi una settimana dall'ultima replica mi mancano. Mi mancano tutti perchè ognuno mi gha regalato un pezzettino di mondo. Martedì debutto con "l'appuntamento": ho paura. Stiamo lavorando tanto, ma c'è un brutto clima e questo non agevola il lavoro e la riuscita dello spettacolo. "La fiducia tra gli attori è ciò che permette a uno spettacolo di funzionare veramente": a noi questa fiducia manca e si sente. Comunque sia andrà ...
Il provini è saltato. Alle 11.00 mi chiama la produzione per dirme che il regista non poteva più fare i provini (forse se ne è partito per il ponte come la maggior parte delle persone...) e che è tutto rimandato a mercoledì. Da una parte lo slittamento mi ha fatto tirare un sorriso di sollievo: ieri notte ho dormito male, ho fatto tanti incubi e oggi la giornata era iniziata con una carica in meno; ma dall'altra parte non ce la faccio più a rimandare: ho voglia di confrontarmi con me davanti a quella telecamera che mi spaventa, desidero sentire quanto V. si sia impossessata del mio respiro. La sera che lessi il copione non ero più io, qualche cosina si stava muovendo. Ho tentato in questi giorni di coltivare quel nuovo seme e quel che ho imparato con Mamadou mi ha guidato; ma passare da due personaggi "assurdi" come quelli che sto provando per gli spettacoli per il teatro ad uno così drammaticamente vero non è semplice, non è semplice viverne. Spesso temo di perder tempo; come ora che, invece di studiare, di leggere qualche testo di teatro, me ne sto sotto il piumone con il computer davanti. A volte vorrei non esserci. Vorrei sparire. Vorrei ricominciare tutto da capo. Vorrei non aver mai incontrato il teatro. Vorrei dire basta a queste giornate. Vorrei capirmi. Vorrei studiarmi. Vorrei aprire il mio cuore al mondo. Ma soprattutto vorrei vivere di profumi. Le prove per "L'appuntamento" procedono bene. E' buffo vedere come delle persone che sono state tanto in contrasto tra di loro, che hanno avuto sentimenti che si sono incrociati-scontrati riescano ancora a lavorare insieme. Me ne voglio andare. Vorrei che Luca mi potesse seguire. Vorrei condividerci un mondo nuovo. Ma ora lui non può e così neanche io posso. Mannaggia a me a quando mi sono innamorata. Perchè si deve esistere nonostante si sia immersi nell'angoscia e in un senso di insoddisfazione perenne? perchè mi devo sentire così insoddisfatta nonostante stia preparando due bei spettacoli? Vorrei vivere nel teatro, dentro il teatro, per il teatro. Se così fosse non avrei più bisogno di niente, forse di un pò d'acqua e di sole, ma per una volta mi sentirei piena, non avrei più la solitudine nell'annima.
Tornata da 6 ore di prove per "Galleria"...Sono un pò sconfortata: sembrava che ci fosse la giusta tensione scenica e invece oggi, facendo per la prima volta una filata, abbiamo amaramente sentito che la tensione non c'è. Bè andrà meglio: ci mancano ancora 10giorni alla Prima. Sono stanca. Vorrei buttarmi sotto le coperte, ma non posso. Il mio amico Luigi sta tanto tanto male e sta solo a casa con il padre: credo che andrò a dare una mano. Giorgia sta tornando da Camerino e la bimba non fà che piangere. Giorgia è distrutta: mi ha chiesto di darle una mano per la cena. Non mi và di dirle di No. Domani ho un provino su un personaggio che mi affascina da morire perchè è tanto complicato. Dovrei prepararmi: ma quando!?Sono giorni che ci lavoro su, ma non ho ancora trovato il Si bemolle: quella nota che lo renda unico. Vorrei avere al mio fianco qualcuno che mi possa aiutare, ma il tempo della scuola è finito da anni e ora tocca tutto a me. E poi l'incredibile angoscia che mi ruota nella testa: se mi danno lo stage, come faccio con il teatro!? Non me la sento di abbandonare tutto, non ora che le cose iniziano a prendere strade differenti. Ma perchè mi complico tanto le giornate? Non potevo fare come tante persone che nell'attesa di lavorare se ne stanno a casa!? e invece no: appena ho visto che nella mia giornata c'erano 3 ore di libertà subito a iscrivermi a un corso che mi interessava: l'ufficio stampa. é stato interessantissimo e ho avuto la possibilità di conoscere belle persone stimolanti. Quando si passano molte ore della giornata tra teatranti si perde un npò il senso del resto della via. Chissà come procede il progetto di Giuliano della barca a vela con teatro!?
Ho passato dei giorni pieni di pensieri br4tti su me in relazione al teatro. Ho creduto di aver per anni inseguito un sogno sbagliato, ho creduto di essere troppo poco per il teatro ( questo un po' continuo a pensarlo..), sono stata notti nel letto senza sorridere fino al momento in cui... Vagando senza criterio per i blog, ne ho incontrato uno davvero incredibile: Baaaaah. A scriverci una donna eccezionale e tutto è un po' cambiato per me. Ho cominciato a trovare nuovamente il senso della mia ricerca ed ho compreso che se si vuole si può. E così sono andata alle prove con un sorriso. il risultato non è certo stato dei migliori, ma ho ritrovato quella libertà che solo sul palcoscenico annuso e poi ora leggere le parole di MariaNy mi hanno fatto capire uno dei miei grandi limiti: non fidarmi del personaggio, ma solo della sua costruzione. e' Una cosa che sapevo, ma che avevo perduto. La voglio ritrovare e so che la ritroverò. Non voglio abbandonare il sogno guida di tutta la mia vita solo per paura e per poca fiducia in me, se lo lascerò sarà perchè non sentirò più il dolce profumo amaro nella parola teatro, quel giorno smetterò di lottare, non oggi! E poi ci sono delle novità ... Per lo spettacolo "L'appuntamento" ilò favoloso Massimo è riuscito non solo a trovare un negozio che ci presta tutta la scenografia, ma c'è anche un ristorante indiano che vuole organizzare per la prima un buffet..indiano naturalmente. Strane cose accadono quando si vive nel teatro. Ciao ciao
Ho fatto le prove di "Galleria": mi sento uno schifo! Non so più come si recita. sono una pietra sul palco, un corpo senza vita che agisce. Ho paura di non sbloccarmi più. Mi guardavano con gli occhi pieni di un solo pensiero: ma che ci fà questa quì!?
Si può volare in compagnia, ma anche da soli Si può volare chiedendo, ma anche dando si può volare nel sogno, ma anche sognando e se non si vola non si aprono le ali e se non si aprono le ali si rimane rintanati sulla terra ed in uno spazio tropop stretto. Ho vissuto con l'idea del volo e con la ricerca di tutto ciò che mi permettesse di farlo. In questo viaggio da subito ho incontrato il teatro che mi fa volare, ma che sempre più mi butta crudelmente sulla terra Ho incontrato persone con cui volare, ma poche mi hanno permesso di fare il mio volo alcune hanno con me volato parallelamente, ma poche hanno avute il coraggio di proseguire verso un punto infinito una sola persone è stata capace di lasciarmi al mio volo guardandomi, ammirandomi da lontano accostandosi solo per pochi momenti per non impedire la mia traiettoria e forse neanche lei ha compreso il mio volo grazie al teatro