non sono sicura dove questo blog mi porterà e come lo svilupperò:sono nuova in questa materia;quel che so è che guarderò il mondo con lo sguardo attento di sempre e cercherò di portare sul blog il mio occhio con il forte desiderio di leggere anche la visuale di altri. é un blog con tanto teatro e con tanta passione

Eccomi

Utente: sekure
Nome: federica
Dicono di me che sono solare e "piena di voglia di abbracciare qualunque cosa purchè ne valga la pena", invece io mi sento un pò decadente. Mi diverto a stare con le persone , ma sento la necessità spesso di scappare e stare sola, sola nel senso bello, quella solitudine che ti puoi permettere quando sai di poter chiedere aiuto in ogni momento. Gran parte nella mia vita è stata guidata dal teatro per la cui passione mi sono sempre messa in discussione ed ho messo in discussione quel mondo tanto piccolo in cui sono crresciuta, quella borghesia priva di un sè.

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martedì, 26 giugno 2007
bio-meccanica

Ammessa al corso di 1 livello diretto da Gennadi Nikolaevic Bogdanov: felice. Passerò un'estate un pò diversa dalle mie previsioni e poco riposante, ma ne vale la pena.

Postato da: sekure a 14:34 | link | commenti (5)
bio-meccanica, felicitò

giovedì, 21 giugno 2007
io sono tu sei

Ore 17.30 di oggi. Una via di uno dei quartieri "della Roma bene". Cammino, in direzione opposta passa una ragazza sui 28anni seppure l'età potrebbe essere un'altra dato che indossava dei grandi occhiali che le coprivano gli occhi e parte del piccolo viso, capelli neri molto corti, pantaloncini bianchi da cui si intravedevano delle gambe molto molto magre, maglietta larga marrone e una bella borsa-postino di pelle color testa di moro. "Com'è vestita bene" penso io. Entro in un negozio. Ne esco dopo poco e vado alla macchina parcheggiata davanti ai cassonetti. Questa è Roma. Davanti ad uno, il meno colmo c'era quella ragazza. Stava mangiando un arancio credo perchè poi ne gettava la buccia. Potevo andare via, ma sono rimasta ancora ad osservare. Ora aveva tirato fuori dalla borsa un cellulare pieno di pendaglietti e parlava al telefono sempre davanti ai cassonetti. Tra le mani teneva dei fogli messi in una cartellina. Il suo sguardo girava da una parte all'altra e le sue mani entravano dentro al cassonetto da cui tiravano fuori del cibo che poi mangiava. Ma ecco che mi vede. Mi scopre chiusa in macchina che la osservavo. Non so che sguardo mi abbia rivolto, so solo che mi ha messo addosso una gran inquietudine, paura. Un animale, un lupo sembrava. e le sue gambe da magre ora mi apparivano nella loro fragilità. Non sono riuscita ad andarmene. Sono rimasta là a osservarla per cercare di comprendere. no una barbona "classica" non sembrava. Gli abiti erano nuovi e i gesti eleganti. Chi è? Può essere che l'importanza dell'apparire conduca qualcuno a usare i soldi per coprirsi bene piuttosto che per comprarsi del cibo? e il cellulare perchè? Non capisco... Forse è una senza casa che era andata a un colloquio di lavoro che forse le avrebbe permesso di cambiare vita e aveva fatto in modo di dare una bella impressione. Oppure è scappata di casa e non ha soldi. E' un'immigrata da poco arrivata in Italia, ma no, no: queste spiegazioni non mi convincono. Dovevo essere più coraggiosa e avvicinarmi a lei e chiederle: perchè sei vestita così bene e poi cerchi il cibo tra l'mmondizia?

Postato da: sekure a 17:23 | link | commenti (4)
fame, apparire, barbone

venerdì, 08 giugno 2007
Baciarsi

Sono alla ricerca di un me teatrale e lo sarò sempre ovunque i giorni mi porteranno.

Ho una grande voglia di apprendere nuove tecniche e un modo per far uscire fuori quello che teatralmente ancora non è uscito. Sono alla ricerca di un maestro.

Questa ricerca non avrà mai termine.

Roma è proprio una città magica soprattutto se si abbandonano le vesti di suoi cittadini e si cammina spersi tra le sue vie. Abbiamo camminato per le vie del Celio, fermandoci a bere un bicchiere di vino e a gustare un dolce mentre la voce di una cantante soul ci rasserenava e poi di nuovo a camminare, un'altalena, un cane, tante persone. E poi tanta gente davanti un bar. Tanti maschi, poche donne e tanti baci. Difficilmente mi impressiono soprattutto per gli atteggiamenti" sessuali" in pubblico, ma questa sera sono rimasta pensierosa. Due ragazze di 15-16anni si baciavano appassionatamente. La sessualità è quanto di più personale possa appartenere all'essere umano e ognuno è libero di viversela come vuole, ma a 15anni si è in grado di distinguere così bene le proprie pulsioni? Sincereamente avere così chiara la propria omosessualità così giovani mi spaventa. Quanto meno ci si dovrebbe porre delle domande, avere dei dubbi e invece niente. Ho paura che a volte sia un modo per dire "io ci sono e sono diversa da voi" in una società in cui nessuno ascolta. E così ci si confonde. C'è chi non accetta l'essere gay perchè se ne vergogna, perchè lo reputa, erroneamente, sbagliato e invece chi ne và quasi alla ricerca senza a volte neppure esserlo. Due atteggiamenti diversi per poter Essere senza sentirsi Nessuno. Vorrei capire quelle giovani di questa sera, vorrei parlarci perchè forse io ancora non ho capito nulla di tutto ciò

Postato da: sekure a 00:12 | link | commenti

martedì, 05 giugno 2007
Taglio

Tagliata i capelli. So che potrebbe sembrare un inizio frivolo, ma un pò lo è e un pò no. Sono stati mesi intensamente belli per me quelli trascorsi, ma anche pieni di rospi da ingoiare, di rabbia da assopire e colmi di tante preouccupazioni e di un senso di impotenza che mi ha reso ancora più impotente. Finiti gli spettacoli, avute belle notizie dal fronte "problemi famiglia", posso respirare a pieni polmoni e sentire i bisogni del mio corpo e del mio spirito. Questi bisogni sono di leggerezza, di libertà. Finalmente dopo giorni di freddo e pioggia anomala è tornato il sole nella capitale e la mia libertà sta prima di tutto nei piedi: Birkenstock tutto il giorno! Ho comprato " il cerchio da far ruotare intorno alla pancia"(lula-hop, chissà se si scrive così...). Lo stesso cerchio che da bambina ero tanto brava ad usare. Ora fatico a tenerlo su per un paio di secondi. Sono sicura che quando sarò tornata brava sarà anche il giorno in cui avrò ritrovato leggerezza. L'ho comprato la prima sera della replica dell'"appuntamento". Era lì, con altri, appeso fuori da un negozietto a Testaccio. Mi ha chiamata, sapeva che avrei avuto bisogno di lui e così è stato. Ed ora il taglio dei capelli. Leggerezza, libertà, fanciullezza: come fare a sentire ciò con lunghi capelli!? No, no, dovevo tagliare un bel pò. Ne sono felice. Il mio volto è quello delle foto di quando bambina piangevo perchè mia madre non voleva che portassi i capelli troppo lunghi. Ho voglia di progettare, di realizzare, la mia testa è un turbine di idee e il mio primo obiettivo è trovare dei compagni di viaggio per queste idee e forse gli sto trovando. Ah sto facendo uno stage che non c'entra nulla con il teatro: nella vita imparare altro non fa mai male e poi sono così fortunata: ho dei compagni eccezionali pieni di idee e di personalità forti e capaci. Sono contenta. Ieri sono andata da Alessio per ritirare "il regalo". è una bellissima foto da lui scattata con mare, cielo e il Gabbiano. Libertà. Ora vado al mio libro di Peter Brook, ne ho bisogno. Per troppi giorni non ho avuto il tempo per leggere un pò dei grandi maestri e mi mancano.

Postato da: sekure a 18:18 | link | commenti (1)
teatro, libertà, leggerezza, cerchio, peter brook

lunedì, 04 giugno 2007
Vuoto

Oggi c'è stata l'ultima replica dell"Appuntamento". Che dire? quel che avevo previsto da una parte si è avverata. Per la prima volta mi sono ritrovata a non essere entusiasta di andare a teatro. La magia del camerino non c'è stata. la magia del palco fortunatamente sì. Il pubblico si è divertito e ci ha riempito di complimenti tra i quali "che bello vedere un gruppo così affiatato". Affiatato? Io ogni sera rischiavo di scoppiare nel trattenermi dal saltare alla gola di chi più che pensare a recitare ha pensato a criticare silenziosamente i suoi colleghi. I sorrisi falsi: no, non li posso sopportare. Il teatro è la mia vita, ma quella che ho vissuto in questa settimana non è la vita che amo. Mi sento vuota. Vuota non solo perchè non ho più le prove, non solo perchè non ho il profumo del palco ad aspettarmi, ma vuota perchè da questa esperienza ho preso troppo poco per potermi sentire piena.

Postato da: sekure a 00:41 | link | commenti (4)
teatro, silenzio