non sono sicura dove questo blog mi porterà e come lo svilupperò:sono nuova in questa materia;quel che so è che guarderò il mondo con lo sguardo attento di sempre e cercherò di portare sul blog il mio occhio con il forte desiderio di leggere anche la visuale di altri. é un blog con tanto teatro e con tanta passione

Eccomi

Utente: sekure
Nome: federica
Dicono di me che sono solare e "piena di voglia di abbracciare qualunque cosa purchè ne valga la pena", invece io mi sento un pò decadente. Mi diverto a stare con le persone , ma sento la necessità spesso di scappare e stare sola, sola nel senso bello, quella solitudine che ti puoi permettere quando sai di poter chiedere aiuto in ogni momento. Gran parte nella mia vita è stata guidata dal teatro per la cui passione mi sono sempre messa in discussione ed ho messo in discussione quel mondo tanto piccolo in cui sono crresciuta, quella borghesia priva di un sè.

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sabato, 31 marzo 2007
Paura

Ho fatto le prove di "Galleria": mi sento uno schifo! Non so più come si recita. sono una pietra sul palco, un corpo senza vita che agisce. Ho paura di non sbloccarmi più. Mi guardavano con gli occhi pieni di un solo pensiero: ma che ci fà questa quì!?

Postato da: sekure a 18:35 | link | commenti (5)
teatro, paura

ma

Che bella che è la diversità! Ma quanto mi lascia sbalordita talvolta... Mal di testa, un po' di sonno e un po' di pensieri. Sento Giorgia, non la vedo mai oramai lavora a Camerino, la accompagno a vedere delle collane che fà una sua amica. che belle! Ho fatto la follia: mi sono comprata una spilla per troppi soldi. Tutto tranquillo, ero tra tante diversità, ma andavano bene. Quando... arrivano due che per definirle uso un nome: Paris Hilton! Dopo aver smesso di dare importanza al modo bello bello in cui erano vestite, ho iniziato a concentrarmi sul comportamento "Paris": mamma mia che urto... Tutto questo solo per dire che l'aspetto esteriore non ha importanza, ma l'atteggiamento del corpo sì.

Postato da: sekure a 18:34 | link | commenti

giovedì, 29 marzo 2007
io volo

Si può volare in compagnia, ma anche da soli Si può volare chiedendo, ma anche dando si può volare nel sogno, ma anche sognando e se non si vola non si aprono le ali e se non si aprono le ali si rimane rintanati sulla terra ed in uno spazio tropop stretto. Ho vissuto con l'idea del volo e con la ricerca di tutto ciò che mi permettesse di farlo. In questo viaggio da subito ho incontrato il teatro che mi fa volare, ma che sempre più mi butta crudelmente sulla terra Ho incontrato persone con cui volare, ma poche mi hanno permesso di fare il mio volo alcune hanno con me volato parallelamente, ma poche hanno avute il coraggio di proseguire verso un punto infinito una sola persone è stata capace di lasciarmi al mio volo guardandomi, ammirandomi da lontano accostandosi solo per pochi momenti per non impedire la mia traiettoria e forse neanche lei ha compreso il mio volo grazie al teatro

Postato da: sekure a 15:04 | link | commenti
teatro, persone, volo

martedì, 27 marzo 2007
un sogno, un dramma chiamato Africa

Ero tutta felice questa sera tornando dalle prove ed ero desiderosa di scrivere su questo blog di quanto fosse importante nella vita avere una passione e perchè no, vivere di questa passione.

Ed invece...

Una cena come altre con mia madre, il compagno, mia sorella ed il cane che chiede insistentemente un po' di cibo. Quando :"Fede ma sai che zio Roberto è morto!?"dice mia sorella come se fosse stata una domanda retorica di cui già sapeva la risposta, ma la risposta ricevuta è stata differente da quella attesa "Roberto chi?... Oh mio dio no". " é morto in carcere" Carcere?! Ed io che nemmeno sapevo che fosse finito nel buio delle celle kenyote; pensavo che fosse riuscito a tornare in Italia e sistemare tutto da quì; e invece la sua ingenuità lo aveva portato a ritenere che il Kenya fosse più simile all'Italia di quanto egli stesso avesse visto. Ha sbagliato nel giudizo, nelle azioni, nelle intenzioni, ma l'immagine che mi è venuta subito alla memoria non è stata quella dell'uomo che non era riuscito a restituire i soldi a chi glieli aveva prestati ( una sorta di strozzini locali), ma quell'uomo cicciottello con cui avevo condiviso una casa e dei momenti difficili in un luogo come Malindi in cui trovare un italiano con cui dialogare seriament non è facile. Avevo trovato lui a casa quando alle 5 del mattino ero tornata sconvolta e piena di odio per quel paese, ed è stato in sua compagnia che ho trascorso un 25 dicembre che non dimenticherò mai, ed è stato lui ad essere stato l'amico di mio padre per lunghi mesi africani.Ora ho il suo sorriso nella mente e qusta è l'immagine che conserverò. Mia sorella, un po' per sdramattizzare una situazione tesa e piena di tristezza, ha detto " certo che chi passa da casa nostra fa'una fine particolare" Il riferimento era a Barbara che è stata ospitata da mio padre per più di un anno e che in quella casa ha conosciutol'uomo kenyota con cui ora vive a Firenze e con cui ha una bellissima bimba, ma soprattutto il ricordo era per Viky: la compagnia di mio papà morta in una notte calda africana perchè all'ospedale non avevano compreso la gravità della situazione e l'hanno rimandata a casa dove l'amica non è riuscita più a risvegliarla. Rivivo ancora quella telefonata in cui mi si diceva tra le lacrime che la donna che avevo imparato a amare e a stimare non c'era più, il volo di mia sorella per accompagnare mio padre, la notte in cui io e Mimma ci siamo incontrare a Nairobi per darci il cambio, e la mia impossibilità di far sorridre mio padre. Ricordo e rivivo in me ogni istante come se fosse il mio presente. Odio il Kenya, ma purtroppo non riesco a non amarlo. Tutto quello che vi accade, anche ora che ho deciso di non viverlo più, è per me una freccia che mi colpisce o con inebrianti profumi o con punte affilate. Credo che pochi paesi abbiano la capacità di assorberti totalmente come il paese così egregiamente narrato da Karen Blixen e poche persone riescano a non sentirsene parte una volta conosciuta non da "all inclusive"

Postato da: sekure a 23:59 | link | commenti

domenica, 25 marzo 2007
Un tuffo

Sono scioccata. Sono a Montefiascone, una cittadina in provincia di Viterbo. Mi trovo a casa di mio cugino con amici. Ci chiama mia zia: si sono appena buttati dalla Rocca. Un suicidio. Ora c'è chi è andato a vedere chi sia. Io non ci riesco, anzi ritengo la cosa una manifestazione di cinismo, di gusto per il vedere anche se ad essere  accaduta è una tragedia. Mi viene da pensare al film"La ragazza sul ponte". Lì però la ragazza è stata salvata da uno sguardo. A volte basterebbe uno sguardo per impedire le tragedie.Purtroppo trovare uno sguardo partecipe, amico, sembra un'utopia in una società segnata dall'indifferenza, dalla paura degli altri. 

Postato da: sekure a 15:05 | link | commenti
tragedia

giovedì, 22 marzo 2007

"Quel nostro primo incontro fu decisivo-almeno per me- ed influenzò tutti i successivi, sino al giorno in cui partii dall'Iran. NEI SUOI CONFRONTI AVEVO SMESSO DI CRESCERE: IN UN CERTO SENSO LASCIAVO FARE A LUI. Non era male liberarsi di qualche responsabilità. Lui mi dava l'impressione di essere sempre padrone della situazione, e nelle ore che passavamo insieme mi sentivo come una scolaretta ingenua con il suo maestro. in realtà la mia visione era alquanto idealizzata: lui non doveve essere poi così sicuro e nemmeno io ero tanto ingenua" ("Leggere lolita a Teheran" di Azar Nafisi) Ci sono dei libri che ti rubano ancora prima di averli sfogliati e poi leggendoli ti accorgi che sarà uno di quei libri che vorrai sempre con te.

Postato da: sekure a 12:44 | link | commenti (4)
libri

martedì, 20 marzo 2007
lezioni di volo

Spesso mio zio mi ripete delle parole pronunciate da Truffaut: "chi ama il cinema è perchè non ama la vita". Sono stata sempre dubbiosa in proposito e il mio giudizio pendeva più dalla parte della disapprovazione di questo pensiero. eppure questa sera quasi sono d'accordo. Ho visto un film che è Cinema, in cui ogni elemento vive in armonia con l'atro, dalle scene alla fotografia, dall'ambientazione agli attori tutto è perfettamente vero. Ridi, sorridi, piangi e pensi e tutto mentre sei trasportato in una realtà vera come poche se ne vedono in film che non vogliono tendere al pesante. "Lezione di volo" dell'Archibugi è per me un capolavoro. E degli attori, che dirne!? Dalla Finocchiaro a Rigillo, da Pollo e Curry (mi scuseranno gli attori se non ricordo i loro nomi) alla Mezzoggiorno tutti i personaggi erano persone, persone con il loro respiro pre scena. Perchè ho scomodato il grande maestro francese!? Perchè ammirando un film come quello di questa sera ho goduto delle vite raccontate e mi sono domandata se questo mio immenso amore per la recitazione non derivi da un a imposibilità di vivere nella realtà tanti momenti forti. buonanotte

Postato da: sekure a 23:51 | link | commenti (1)

lunedì, 19 marzo 2007
dalle macerie può nascere un fiore

Mollati dal regista ad un mese dal debutto dopo 5 mesi di prove! Invece di abbatterci, tanta era la rabbia che subito prendemmo una decisione:ci autofinanziamo noi un altro spettacolo e ci autogestiamo. E così testo alla mano oggi abbiamo fatto una prima lettura. dato che noi, gruppo oramai storico, siamo 3 donne ed un ometto, abbiamo chiamato in soccorso un altro attore che si è integrato alla perfezione. é andata bene. ho un po' di paura però. ma tanta voglia di fare. Domani inizio le prove per un altro spettacolo. conosco poco alcuni attori ma che bello lavorare con chi non ti conosce e perciò non ha ancora un idea su di te, del tuo ruolo nella vita

Postato da: sekure a 22:13 | link | commenti (1)

giovedì, 15 marzo 2007
quando finisce il comico ed inizia la buffonata

questa sera ho assistito alla messa in scena di uno spettacolo di bravi attori, ma il risultato mi ha lasciato perplessa. i primi 10 minuti l'ho seguito con attenzione divertita, ridevo, ridevo felice, ma poi...troppo troppo troppo! Una continua rincorsa alla battutta, allusioni continue ed un perpetuo prendersi in giro. eppure loro sono bravi, e il tema dello spettacolo era interessante ed in alcuni momenti ha sfiorato la poesia. perchè allora il regista, che è uno bravo, è voluto cadere nella continua ricerca della risata? sembra abbia voluto riproporre una delle crisi moderne: la paura del serio, la paura di scomparire tra gli altri se non si cazzeggia, la paura di affrontarsi. è difficile a teatro come nella vita trovare il giusto limite tra il riso e la buffonata, ma un modo c'è, ma quale?

Postato da: sekure a 22:36 | link | commenti

mercoledì, 14 marzo 2007
Ascanio Celestini

Mi procura un certo imbarazzo iniziare a scrivere in rete... Chissà se sono capace?! Che cosa bisogna scrivere?! Come fare per entrare in un universo per me tanto nuovo come quello del web?! ecco, queste sono solo alcune domande che ora mi stanno passando per la testa arrivando fino alla bocca dello stomaco. Così per cercare di "rompere il ghiaccio" scrivo di teatro... Ieri al teatro Ambra Jovinelli (roma) ho assistito al miracolo del teatro a cui pochi grandi attori oggi riescono a dare vita. Sì perchè quello di Ascanio Celestini è il Teatro, è la Comunicazione, è la prova che andando contro a quelli che sono "i canoni attuali" di cosa sia teatro alla fine si riesce a fare Il Teatro e a fare sì che centinaia di persone ti stiano ad ascoltare mentre solo sul paalco narri. Narri di un vissuto tuo, di altri, di nessuno, con il comune denominatore della poesia. Quello di Ascanio Celestini è teatro di Narrazione, è teatro che parte e arriva nel teatro agricolo, è un tentativo, oramai di anni, riuscito. Perchè parlo di Ascanio Celestini e del suo teatro senza tentare neanche di fare una "recensione" allo spettacolo a cui ieri ho assistito? é perchè forse non ne sono capace, ma soprattutto è perchè non è questo ora il mio scopo. Celestini è solo un aggancio per iniziare questa mia nuova esperienza, con il pensiero che gli esperimenti, i tentativi servono e se si ha costanza ed amore fanno sì che quello che era una "provocazione" diventi una nuova realtà, la tua.

Postato da: sekure a 22:24 | link | commenti