non sono sicura dove questo blog mi porterà e come lo svilupperò:sono nuova in questa materia;quel che so è che guarderò il mondo con lo sguardo attento di sempre e cercherò di portare sul blog il mio occhio con il forte desiderio di leggere anche la visuale di altri. é un blog con tanto teatro e con tanta passione
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Nome: federica
Dicono di me che sono solare e "piena di voglia di abbracciare qualunque cosa purchè ne valga la pena", invece io mi sento un pò decadente. Mi diverto a stare con le persone , ma sento la necessità spesso di scappare e stare sola, sola nel senso bello, quella solitudine che ti puoi permettere quando sai di poter chiedere aiuto in ogni momento. Gran parte nella mia vita è stata guidata dal teatro per la cui passione mi sono sempre messa in discussione ed ho messo in discussione quel mondo tanto piccolo in cui sono crresciuta, quella borghesia priva di un sè.
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Il caso a volte significa qualcosa....
facendo una ricerca sul web sono stata dirottata sul mio blog. un blog che avevo decisi di abbandonare più di 1 anno fa, un blog che racchiude una mia verità.
avevo scelto di abbandonarlo e di dimenticare tutto anche il suo nome e così era stato.
ma ho voglia di seguire questo fato che me lo ha fatto ritrovare, chissà se qualche mio vecchio amico ritornerà tra queste pagine
Il 2008 è per me iniziato con dei cambiamenti di cui non ho voglia di parlare perchè mi fanno soffrire anche se per chi mi sta al fianco sono fonte di felicità e di soddisfazione per me. io ho solo voglia di teatro che non trovo. 12 giorni intensamente sentiti ho trascorso in Kenya, un luogo che conosco e che mi mancava per la mia assenza da lui per due anni. è la prima volta che standoci non soffro per qualcosa a me accaduto, ma estraneo. mi fà paura l'abbandono in cui sta ed in cui starà in seguito alla già definita "crisi nazionale". un paese che vive di turismo e da cui i turisti sono scappati. quante persone senza lavoro rimarranno per la crudeltà? e quanti banditi spinti dalla fame ci saranno? Ho paura di tutte queste conseguenze... io non ho assistito ai tumulti perché lontana da essi, ma ho visto gli occhi rabbiosi per la poca considerazione che i potenti hanno del popolo di tutti quei kenioti, keniani con cui mi sono confrontata. Uomini di spiaggia, donne di letti , ricchi arabi. i ricchi però possono scappare e i poveri no. sempre la stessa storia. volevo rimanere là, alla faccia di tutti quelli che sono scappati, ma i "doveri" non me lo hanno permesso. ho voglia di teatro, ho voglia di poesia, ho voglia di Kenya.
perché c'è il caos da regali?
Che significa ESSERE un attore? FARE l'attore? DILETTARSI nell'arte attoriale? Quale è la differenza sostanziale? Non parlo di formazione perché spesso non fa' la differenza; parlo di qualche cosa di più profondo, di qualcosa che risiede nell'ESSERE
Ho tanta rabbia in corpo e me ne accorgo in momenti semplici come questi che sto vivendo. Ho rabbia nei miei confronti, nella poca stima che ho del mio cervello e della mia pur sempre troppa apertura nei confronti degli altri. Ho un progetto in testa, ne parlo con una persona che ha le mie stesse corde per portarlo avanti, mi chiede se ne può parlare con una terza persona ed io invece che dire "no, questa volta lo facciamo solo noi", accetto perchè è una buona opportunità per tutti. Dall'altra parte trovo chi pur ammettendo che l'idea è buona pur tuttavia ha da criticare. Semplice criticare su qualcosa che già esiste! Allora vorrei dire: "via tutti che faccio solo io e se i risultati ci saranno sarà solo mio il merito o se non andrà a buon fine almeno ci ho provato (che non fa mai male)". Ed invece no, fingo di riderci su e accetto ciò che gli altri mi dicono senza domandarmi "se sono sempre gli altri ad avere ragione o se per una volta forse è meglio seguire la mia di testa. Ma questa ero io poco fa ora basta voglio fidarmi delle mie idee perché ho un cervello che lavora e una volontà d' acciaio
a volte basterebbe solo un evento incoraggiante,
una piccola "non sconfitta"
per riprendere il fiato e il sorriso per ricominciare.
forse farei bene a salire subito su un aereo
"Sogno un palcoscenico sul quale i misteri sono richiamati in vita dall'oblio dei tempi preclassici, una purezza di propositi dove né il denari né i crassi impresaro né le tasse né il lavoroì di spalare la neve sono impuri, un teatro corrotto così incorroto che niente può ostacolarlo, dove tutto è parte del suo sereno cammino"
(Judith Malina)
E' brutto riuscire a chiudere gli occhi e sognare solo le conseguenze di una tua azione.
ti addorrmenti sapendo di non aver dato il massimo e la colpa è solo tua.
Ma servono anche le sconfitte.
Quello che non serve è chi ti dice che è andata bene e aggiunge un'altra serie di parole che vogliono solo addolcirti la pillola per dire che no, il provino non lo hai passato. Fanno più male giri di parole che una frase secca.
Tu lo sapevi che era dura perchè eravate in 3 di cui una l'amica del produttore, ma sai anche che ce l'avresti potuta fare, perchè quello che di bello ha il teatro è un poco di meritocrazia,perchè alla fine c'è l'attore sul palco e ci sono pochi trucchi per nascondere un'incapacità soprattutto quando sono pochi i finanziamenti.
dopo questa esperienza mi scopro meno umile di quello che credevo perchè la cosa che mi fa più male di tutto ciò è l'essere stata sconfitta da chi ha meno esperienza di me come formazione e come lavoro.
Chissà se è proprio questa la mia strada. forse per anni ho inseguito uno stimolo interiore sbagliato, ho raccolto pulsioni errate. forse se mi fossi data ad un mestiere "più canonico" non soffrirei tanto.
Questa sconfitta arriva poi in un periodo di brutte sensazioni, di sentirsi al posto sbagliato sempre.
Da due settimane sono in scena con uno spettacolo che non amo, ma che sta andando molto bene e pur lavorando con belle persone mi sento al posto sbagliato. purtroppo non sono una che ama la battuta costante, ne tanto meno il" cazzeggio" e così mi sento in difficoltà.
Io amo il camerio, amo il palco, il calore del pubblico, l'incrociare gli occhi di chi mi guarda dalla platea come in scena, ma una volta finiti i saluti vorrei una navicella che mi facesse sparire per non incontrare il pubblico.
non amo la confusione.
chissà se quello che amo veramente l'ho già incontrato?
"già, così è più vendibile": ma che sono un oggetto? Si parla di me con me presente in terza persona e soprattutto "vendibile..."
"Ciò che colpisce quando si pensa al mestiere dell'attore, cos'ì come è praticato oggi, è il suo squallore: l'appalto su di un corpo che viene sfruttato dai suoi protettori-direttori e registi"